Categorie
Agenda comunicati stampa In Primo Piano Le carceri

Altro che amnistia! Digiuno a oltranza

Conferenza stampa
del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze

Giovedì 18 ottobre ore 11,30
Palazzo Canacci – Piazza della Parte Guelfa, 3 – piano secondo

Altro che amnistia! Digiuno a oltranza

• Il Governo a parole parla di misure alternative ma con la spending review cancella la direzione dell’esecuzione penale esterna presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e elimina le direzioni di molti istituti.

• Il Governo non rifinanzia la Legge Smuraglia per il lavoro dei detenuti e rinnova invece il contratto con la Telecom fino al 2018 per i braccialetti elettronici per il controllo delle detenzioni domiciliari. Lo scandalo è che in dieci anni si sono sperperati 110 milioni di euro per soli 15 braccialetti d’oro secondo la denuncia della Corte dei Conti.

• Il Governo non risponde alla richiesta di Decreto legge per le modifiche essenziali alla Legge Giovanardi sulle droghe, per non fare entrare in carcere i responsabili di fatti di lieve entità e di fare uscire per percorsi terapeutici i tossicodipendenti.

Categorie
Agenda comunicati stampa

Conferenza Stampa del 10 ottobre

Conferenza stampa
del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze e
del Garante della Toscana

Mercoledì 10 ottobre ore 11,00
Palazzo Canacci – Piazza della Parte Guelfa, 3 – piano terzo, Sala Gare

A fianco del Presidente Napolitano per una risposta immediata della Ministra Severino
Subito un decreto legge per eliminare il sovraffollamento in carcere

Mercoledi 10 ottobre alle ore 11,00 in Palazzo Canacci, Piazzetta della Parte Guelfa n. 3, Sandro Margara e Franco Corleone terranno una conferenza stampa, nell’ambito dell’iniziativa nazionale del Coordinamento dei Garanti di mobilitazione per chiedere interventi urgenti al Governo, al Parlamento e all’Amministrazione Penitenziaria per interrompere lo stato di illegalità delle carceri.

Sarà illustrata la piattaforma delle richieste che corrispondono alla sollecitazione del Presidente della Repubblica Napolitano che ha ribadito in più occasioni la prepotente urgenza di intervenire.

Finora il Governo e il Parlamento non hanno dato risposte adeguate. In Toscana la mobilitazione avrà come momento conclusivo il Convegno Internazione sul carcere che si terrà il 6 dicembre a Firenze, nell’Auditorium di Sant’Apollonia.

Confidiamo che la presenza del nuovo Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria dr. Carmelo Cantone consenta di risolvere i problemi degli Istituti toscani a cominciare da quelli di Firenze, Sollicciano e Gozzini.

Sono stati invitati l’avvocato Michele Passione dell’Osservatorio Carceri delle Camere Penali, i consiglieri comunali Eros Cruccolini, Stefano Di Puccio e Maurizio Sguanci, i consiglieri provinciali Andrea Calò e Massimo Lensi, il consigliere regionale Enzo Brogi, le Associazioni di volontariato delle quali hanno dato la propria disponibilità Carla Cappelli di AVP, Beppe Battaglia di Liberarsi, Daniele Bertusi della Coop. CAT, Giancarlo Parissi del Ciao.

Categorie
comunicati stampa In Primo Piano Le carceri

Un altro morto a Sollicciano!

Rhee He Cheung, detenuto coreano, aveva chiesto il trasferimento a Roma in aprile per poter avere dei colloqui con i parenti attraverso l’Ambasciata Coreana.

In giugno, dopo una visita del mio ufficio al signor Rhee, ho sollecitato il Dap per il suo trasferimento a Roma. Purtroppo non ho avuto risposta e il signor Rhee He Cheung, ha iniziato uno sciopero della fame, ha poi tentato il suicidio e cadendo ha battuto la testa,  è entrato in coma ed è morto.

Se la direzione del carcere avesse preso sul serio la richiesta  del signor Rhee He Cheung e avesse affrontato con i volontari e con il Garante la questione, questa tragedia non si sarebbe verificata.

Ho inviato una lettera al Capo del Dap, per denunciare questo ennesimo episodio di trascuratezza che deve interrogare le coscienze e prendere un impegno perché sia davvero l’ultima morte, che non può essere rubricata come frutto del caso.

Franco Corleone
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze

Categorie
comunicati stampa In Primo Piano Le carceri

Sulle carceri Severino non fa la cosa giusta

Ogni giorno un nuovo morto nelle carceri e le risposte del Governo sono il silenzio. La Ministra Severino visita le carceri ma non fa l’unica cosa che dovrebbe fare: proporre un decreto legge per eliminare le norme più odiose della legge Giovanardi sulle droghe, che causano la carcerazione di metà dei detenuti presenti. Il testo è quello della proposta di legge dell’onorevole Cavallaro, (n. 4871) e quello della proposta dei senatori Ferrante e Della Seta (n. 2798).

Se si vuole onorare l’impegno anche su questo argomento del Consigliere Loris D’Ambrosio, bisogna agire immediatamente. Lo strumento del decreto legge è più che legittimo di fronte ad una strage di legalità e a una situazione di prepotente urgenza, come ha affermato il Presidente Napolitano.

D’altronde la legge Giovanardi senza alcun fondamento giuridico e con un colpo di mano costituzionale fu approvata con un  decreto legge e con un doppio voto di fiducia.

Quindi la strada è indicata per ridurre le pene per i fatti di lieve entità riguardo la detenzione di sostanze stupefacenti e impedire così l’ingresso in carcere di migliaia di consumatori, di tossicodipendenti, di piccoli spacciatori di canapa e di coltivatori di una piantina di marijuana.

Franco Corleone
Coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti

 

 

Categorie
comunicati stampa In Primo Piano

In ricordo di Loris D’Ambrosio

Sono sconvolto per l’improvvisa morte di Loris D’Ambrosio, che ho conosciuto e apprezzato durante i cinque anni di sottosegretario alla giustizia, dal 1996 al 2001, in cui ricopriva l’incarico di capo di gabinetto dei ministri succedutisi in quegli anni.

In anni recenti ho avuto rapporti con D’Ambrosio per la questione dell’istituto della grazia e recentemente l’ho incontrato al Quirinale nell’incontro che i garanti dei detenuti hanno avuto con il presidente Napolitano. In quell’occasione fu interlocutore partecipe, sagace e interessato alle soluzioni possibili per superare il sovraffollamento delle carceri.

E’ una perdita grave per la magistratura, per il presidente Napolitano e anche per chi si augura soluzioni coraggiose per le carceri.

Categorie
comunicati stampa In Primo Piano

Le chiacchere stanno a zero.

Comunicato Stampa
Le chiacchere stanno a zero. Subito un decreto legge per cambiare la legge sulla droga, e subito l’amnistia per i fatti di lieve entità.

I detenuti in quasi tutte le carceri italiane hanno preso la parola in modo civile e non violento per denunciare le insopportabili condizioni di vita e la situazione di illegalità nelle carceri.
Dignità e decenza della politica obbligano a una risposta.
E’ da irresponsabili confidare sul senso di responsabilità infinito sulla protesta pacifica illimitata.
La ministra Severino evoca il ricorso a misure alternative in un modo assolutamente rituale e senza prospettive concrete e incisive.
Il Coordinamento dei Garanti ha denunciato da tempo che la responsabilità del sovraffollamento è determinata dalla legge Giovanardi sulle droghe che provoca ingressi e presenze in carcere di consumatori, piccoli spacciatori e tossicodipendenti nella misura di oltre il 50% dei detenuti.
Per questo i Garanti chiedono un provvedimento immediato per cambiare le norme più repressive e quelle che impediscono gli affidamenti terapeutici ai tossicodipendenti sulla base della proposta Cavallaro alla Camera e Ferrante della Seta al Senato e contestualmente un’amnistia per i fatti relativi al V comma dell’art. 73 sulla detenzione di sostanze stupefacenti del D.P.R. 309/90.
Il Governo deve sentire la responsabilità di rispondere a questa richiesta tenendo conto che nel 2006 fu approvata la svolta proibizionista con un decreto legge senza urgenza mentre oggi le condizioni di necessità sono assolutamente drammatiche.

Franco Corleone
Coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti

Categorie
comunicati stampa In Primo Piano Le carceri

I detenuti di Sollicciano prendono la parola

Ho ricevuto dai rappresentanti della Commissione detenuti del carcere di Sollicciano, questo documento, che spiega la loro posizione rispetto alla iniziativa nelle carceri dei Radicali e la scelta di attuare una forma di “sciopero di bianco” vista la difficoltà di uno sciopero effettivo del lavoro, che metterebbe in ulteriore difficoltà il carcere e costringerebbe la Direzione a trovare il modo di garantire comunque i servizi essenziali. I detenuti tengono molto al fatto che venga data notizia di questa iniziativa pacifica di denuncia delle condizioni di vita nel carcere e di testimonianza della loro umanità e della loro appartenenza alla società.

Franco Corleone
Coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti

I detenuti di Sollicciano prendono la parola

Dopo una valutazione da parte nostra dell’iniziativa dei Radicali di una mobilitazione di quattro giorni (18-21 luglio) di non violenza, sciopero della fame e del silenzio, all’interno degli istituti penitenziari, per la richiesta di Amnistia, è da noi stata ritenuta poco incisiva, vista la situazione intollerabile e anticostituzionale in cui versano le Carceri.
A tale proposito i Detenuti del carcere di Sollicciano hanno pensato d’integrare l’iniziativa dei Radicali con lo sciopero dei lavoranti, per rimarcare le disastrose situazioni in cui versano le carceri in Italia (mancanza di fondi, sovraffollamento, impossibilità lavorative, negazione all’istruzione, mancanza di fornitura dei prodotti per l’igiene, assistenza sanitaria minimo garantita, ecc…) fra l’indifferenza della politica e della società cosiddetta civile.
Da un incontro con la Direzione dell’Istituto dove portavamo a conoscenza la nostra scelta di sciopero, consapevoli delle difficoltà che tale forma di protesta avrebbe determinato (impossibilità di garantire il vitto, il servizio di pulizie interno ecc…) i detenuti hanno deciso di promuovere una iniziativa alternativa devolvendo il proprio salario (delle 4 giornate del mancato sciopero) alle popolazioni terremotate dell’Emilia. Questa scelta di solidarietà ai terremotati è la risposta di noi Detenuti alle affermazioni negative e offensive (chiamandoci sciacalli) emerse da parte della stessa popolazione terremotata, in occasione della proposta del Ministro Severino ad utilizzare l’impiego dei Detenuti nell’opera di rimozione e ricostruzione delle zone terremotate.

Firenze, 16 luglio 2012

Categorie
comunicati stampa Le carceri

Settembre a Sollicciano

Franco Corleone, Coordinatore dei Garanti territoriali e Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze  ha dichiarato:

Il primo giorno di settembre nel carcere di Sollicciano sono accaduti due fatti gravi: una evasione di un detenuto in art. 21 e un tentato suicidio di una detenuta.

Certamente per la mia coscienza è nettamente più grave il gesto messo in atto da S. Z., una donna di 46 anni con una pena definitiva al 2013, per reati contro la proprietà e che ora è ricoverata all’ospedale di Torregalli in coma farmacologico.

Si allunga la lista delle tragedie in carcere e troppo poco si fa per cambiare la vita quotidiana di uomini, donne e bambini reclusi.

L’episodio di evasione non può costituire un alibi per ridurre la concessione di misure alternative: certo è paradossale che si applichi in maniera estremamente ridotta la legge sulla detenzione domiciliare per le pene fino ai 12 mesi e non si conceda in maniera ampia l’affidamento terapeutico per i tossicodipendenti, che continuano a riempire le carceri italiane, e invece si conceda un beneficio cospicuo a un detenuto con una pena lunga.